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Le rettir, la vera anima dell’Islanda

24/07/2023

Se vi chiedessi di pensare all’Islanda, che cosa vi viene in mente? Sicuramente le prime immagini che si materializzano nella mente sono incantevoli aurore boreali, immense distese di ghiaccio e maestose balene. Questo è quello che dell’Islanda ci raccontano. E se vi dicessi che la vera anima di quest’isola selvaggia è una presenza che numericamente supera più del doppio della popolazione umana?

In Islanda si diche che esistano più pecore che persone ma questo non è assolutamente un modo di dire: 800.000 capi (contro poco meno di 400.000 persone) pascolano liberi nella natura lussureggiante di quest’isola e da secoli contribuiscono al sostentamento degli abitanti, diventando parte integrante della cultura e dell’economia di questo paese.

La più antica tradizione contadina legata alla pastorizia ha luogo a settembre: in questo periodo i contadini delle varie contrade uniscono le loro forze e, a piedi, in fuoristrada o in sella ai cavalli islandesi, radunano le pecore che da maggio, dopo il momento delle nasciate, vengono lasciate libere di pascolare per tutta l’isola. Il raduno è guidato da una persona che viene nominata “re della montagna”, il quale ha il compito di dirigere gli spostamenti. Il culmine di questo rituale sono le réttir, il momento in cui le pecore vengono smistate all’interno di enormi recinti circolari con sezioni a spicchi (rétt) in cui gli allevatori separano le loro greggi. Dal campo esterno, le pecore sono condotte sino al corridoio che conduce al centro del recinto. Quando è pieno, si chiude il cancello e si aspetta di aver smistato le pecore già entrate, prima di farne passare altre. Per smistarle i contadini si devono infilare tra le pecore, leggere i codici sulle etichette, afferrarle per le corna e sollevarle per condurle in uno dei divisori laterali, ognuno dei quali appartiene ad una fattoria in particolare. Una persona si premurerà di aprire e chiudere il cancelletto. Una volta che il proprio recinto è pieno, le pecore vengono condotte su un rimorchio trainato da un trattore.

E’ un lavoro molto faticoso e pesante ma allo stesso è un momento di grande gioia e divertimento in cui amici, familiari e vicini si riuniscono per suonare e fare pic nic mentre si aiutano a vicenda a governare le pecore. Al termine dei lavori le réttir prevedono spesso una festa, chiamata réttaball, che segna anche la fine dell’estate.

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